giovedì 31 gennaio 2013

Droga sintetica, arresti a Padova

La Squadra Mobile di Padova ha arrestato due italiani e sequestrato varie dosi di droga sintetica che veniva smerciata a giovani in cerca di emozioni forti. Nel corso di alcuni accertamenti investigativi, effettuati a seguito di un malore che aveva colto un giovane dopo l'assunzione di droga, è stato arrestato un 25/enne italiano sorpreso in auto nella zona industriale di Padova in possesso di varie pasticche di ecstasy.

fonte ( http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo1079470.shtml )

sabato 12 gennaio 2013

Operazione antidroga della mobile a Cagliari

Sequestrati nelle abitazioni dei due arrestati anche 3363 euro.

Nuova operazione antidroga della Squadra mobile di Cagliari. In manette con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti sono finiti Stefano V., 33 anni, e Mattia O., di 32. Ieri sera gli agenti della Questura di Cagliari, coordinati dal dirigente Leo T., mentre effettuavano una serie di controlli mirati a frenare lo spaccio di sostanze stupefacenti hanno sorpreso Stefano V. mentre consegnava due panetti di hashish del peso complessivo di 200 grammi a Mattia O. I poliziotti hanno poi perquisito le abitazione dei due. In quella di Stefano V., in via Premuda, sono stati recuperati altri 144 grammi di hashish, 2,72 grammi di cocaina, un bilancino e tutto l'occorrente per confezionare le dosi di droga.
Sequestrati anche 3.363 euro denaro che secondo gli investigatori sarebbe stato guadagnato con lo spaccio. Nell'abitazione di Mattia O., invece, sono stati recuperati altri 30 grammi di hashish. I due sono stati arrestati e si trovano agli arresti domiciliari in attesa del processo. Il fratello di Stefano V. a novembre era stato arrestato sempre dalla Squadra mobile che lo aveva sorpreso con due chili di droga.
Operazione antidroga della Mobile  In manette sono finiti due cagliaritani

fonte ( http://www.unionesarda.it )

domenica 6 gennaio 2013

Le mafie si combattono con la legalizzazione delle droghe


Un aspetto positivo della discesa in campo di Ingroia e Grasso verte sul fatto che nella campagna elettorale si parlerà, inevitabilmente, di mafie, corruzione ed economia illegale: se ne parlerà con promesse roboanti, accuse infamanti, slogan edificanti. Mancherà, alle parole, la sostanza che unisce idealmente il dire al fare.

E sì che la strada maestra la tracciò La Torre trenta anni or sono, intuendo che non solo la galera ma soprattutto i patrimoni rappresentano il punto debole delle culture per male tra cui quelle mafiose.

Lo sanno perfettamente anche i nostri futuri governanti, eppure, l’unica proposta seria che rappresenterebbe un vero cambio di marcia nei confronti delle mafie non viene mai pronunciata:legalizzazione delle droghe. I profitti da sostanze stupefacenti rappresentano, ancora oggi, oltre la metà degli introiti illegali, investiti poi in seguito in attività legali.

Perché nessuno ne parla? Perché non si avvia una seria discussione su questo? Perché, infine, si preferiscono correttivi legislativi che la giustizia sfasciata italiana non riuscirà mai a mettere in pratica?

Mi piacerebbe domandarlo a Grasso o a Ingroia o a Dambuoso giusto per citare tre magistrati che un domani discetteranno politicamente di lotta alla criminalità organizzata.

Ho la certezza, invece, che nessuno dei tre ne parlerà, né ne accennerà, in Italia come in Europa.

Temo sempre più una verità non pronunciabile: all’economia illegale delle mafie (e quindi della droga), non possiamo rinunciare: troppi punti di Pil, troppa redistribuzione di reddito, troppi posti di lavoro, troppa crisi se la combattessimo realmente.

Non riesco, dopo tanti anni, a trovare altre motivazioni che possano, all’alba del 2013, giustificare se non la realizzazione, almeno un dibattito serio sulla legalizzazione. Perché diventi oggetto di interesse anche in Europa, posto che la partita in gioco è globale.

E invece nulla: preferiamo discettare di fedine penali pulite, sospetti rocamboleschi, primati antimafia come se fedine, sospetti e primati di loro fossero sufficienti a debellare questo fenomeno.


   FONTE : di  Achille Saletti | 6 gennaio 2013  www.ilfattoquotidiano.it